
Settima Tappa – La Via Francisca del Lucomagno
ABBIATEGRASSO
E’ una splendida cittadina immersa nel verde del Parco del Ticino, a soli 22 km a sud-ovest di Milano, seguendo il Naviglio Grande. Da insediamento celtico a vicus romano, Abbiategrasso si trasformò in un borgo cinto da mura in età medievale. Menzionato nel 1034 per la prima volta con il nome completo di “Habiate qui dicitur Grassus” nel testamento dell’arcivescovo di Milano Ariberto d’Intimiano, a cui appartenevano queste terre. La fortuna di Habiate coincise con la possibilità di rendere il Naviglio Grande navigabile alla fine del XIII secolo, poiché un tempo il Naviglio alimentava il fossato esterno di protezione del borgo, giungendo sino al Castello Visconteo. Fu per secoli una meta di villeggiatura dei duchi di Milano, della famiglia Visconti prima e degli Sforza poi, proprio per la facilità di raggiungerlo lungo il Naviglio e per la tranquillità del luogo, ricco di verde e ben protetto, caratteristiche ancora attuali. Oggi passeggiando per le piazze e le vie del centro storico si respira quell’atmosfera autentica di borgo, dove è possibile ammirare pregevoli monumenti quali chiese e antichi palazzi nobiliari inseriti in un contesto di cittadina a misura d’uomo. Di notevole interesse sono la Basilica di S. Maria nuova del XV secolo, rinnovata nel XVIII secolo e l'ex Convento dell’Annunciata con un intero ciclo di affresco firmato e datato 1519 da Nicola Mangone da Caravaggio, artista leonardesco. Abbiategrasso fa parte del circuito CittàSlowInternational, rete internazionale delle città del buon vivere.
CASTELLO VISCONTEO
Collocato in modo strategico a ridosso del Naviglio, fu costruito alla fine del XIII secolo, fu ampliato e ristrutturato probabilmente per volontà di Azzone Visconti (1329- 1339). Nel 1354 Galeazzo II Visconti donò la rocca alla moglie Bianca di Savoia e da allora sarà tradizione dei duchi di Milano concedere il Castello di Habiate alle mogli come dono di nozze. Nel 1381 con Gian Galeazzo il castello si trasformò da rocca difensiva in dimora signorile. Sarà sempre Gian Galeazzo che farà nascere il suo primo erede, Giovanni Maria, qui nel Castello. L’evento del 7 settembre 1388 sarà ricordato con la dedicazione della Chiesa di “Santa Maria Nascente”, oggi nota come S. Maria Nuova. Sarà con Filippo Maria, l’ultimo erede dei Visconti, che il castello vedrà il suo massimo splendore con nuove decorazioni, di cui restano oggi solo alcuni affreschi nel cortile e nelle sale interne con il motto “a bon droit”, a dimostrazione del suo potere assoluto. All’ultimo piano del castello, dove vi erano le prigioni, si vedono incise sul muro le scritte e i disegni lasciati dai prigionieri politici dell’epoca della Repubblica Ambrosina 1447-1450, conclusa con la presa di potere di Francesco Sforza. La figlia naturale di Filippo Maria (poi legittimata) Bianca Maria Visconti, sposa di Francesco Sforza, nata e cresciuta qui avrà sempre caro questo borgo, così il suo primo erede Galeazzo Maria Sforza che vi soggiornerò a lungo anche per seguire i lavori del Convento dell’Annunciata da lui voluto. Progressivamente il Castello perse importanza, riducendosi a fortezza, con la fine della dinastia Sforza. Fu sede di scontri tra francesi e spagnoli (1524 -1527), che comportarono la rovina di parte dell’edificio. In epoca spagnola il Castello andò incontro ad un progressivo degrado, fino al 1658, quando venne parzialmente abbattuto e la sola torre rimasta (delle quattro originali) fu ribassata. Ridotto a dimora nobiliare, restò in mani private fino al 1862, quando il Comune lo acquistò, per collocarvi prima le scuole, poi uffici comunali. Attualmente, dopo un attento restauro terminato nel 1995 e quello definitivo terminato nel 2009, ospita la Biblioteca Civica, altri uffici comunali ed è sede di mostre temporanee e numerosi eventi culturali.
PALAZZO CITTADINI STAMPA
In corrispondenza del tratto in cui il Naviglio Grande curva per risalire verso Milano, là dove nasce il Naviglio di Bereguardo, troviamo Castelletto, parte del comune di Abbiategrasso dal 1870. Si pensa che il nucleo abitativo sia sorto alla fine del XIV secolo, attorno ad un “castellino”, vista la posizione strategica. Vero e proprio porto abbiatense, un tempo questo era un luogo di scambio, animato da barconi, mercanti e lavoratori. Non è un caso che qui sorsero due storiche osterie, quella di Sant’Antonio e quella dell’Angelo. Si può ipotizzare che quanto resta del “castellino” – una torre della fine del XIV secolo – sia stata inglobato nella struttura originaria di Palazzo Cittadini Stampa. Quest’ultimo è un magnifico edificio nobiliare di proprietà comunale, recentemente restaurato. L’elegante palazzo prospiciente il Naviglio Grande fu costruito per volontà della ricca famiglia Cittadini, nel XV secolo, non si conosce la data di costruzione, ma i primi documenti risalgono alla fine del XVII sec. Acquistato da Giuliano Baronio nel 1835, passò in eredità alla figlia Laura che sposò il patriota Gaspare Stampa, che vi restò fino alla morte nel 1874. L’accurato restauro ha restituito l’antico splendore della sale riccamente decorate da cicli di affreschi con paesaggi bucolici e temi mitologici del XVII secolo.